Alla faccia nostra… fanno un party di lusso con spumante e salmone usando i nostri soldi


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Almeno secondo il premier Matteo Renzi e il ministro del Tesoro Pier Carlo Padoan, dovevano siglare la ripresa del Paese. Invece scopriamo che sperperano i soldi dei contribuenti per organizzare grandi feste di lusso per dirigenti e dipendenti.

Pochi giorni fa infatti la Cassa depositi e prestiti, ha infatti affittato l’intera struttura dell’acquario di Roma di piazza Manfredo Fanti per un party di saluto prima delle vacanze estive. Un evento a cui molti curiosi hanno potuto assistere, visto che era visibile dall’esterno e ha richiamato la gente del quartiere, che attirata dalla musica si è voluta affacciare dai cancelli.

Alla festa c’erano un centinaio di invitati ed era presente l’amministratore delegato e direttore generale Fabio Gallia, oltre a diversi dirigenti della cassa, una società per azioni finanziaria che per l’89,1 per cento è partecipata dal ministero dell’Economia e delle Finanze, per il 18,4 per cento da diverse fondazioni bancarie e per il restante 1,5 per cento da azioni proprie. Una società che si occupa, tra le altre cose, del finanziamento degli investimenti statali.

Spumante, vino «Pecorino», salmone in crosta tra le bevande e i cibi serviti per un party esclusivo iniziato intorno alle 18 e finito a notte inoltrata (intorno all’una), nel cui corso i presenti hanno mangiato e bevuto senza sosta. «C’erano camerieri – racconta chi ha visto con i propri occhi – che servivano agli ospiti per il ricco buffet organizzato all’aperto, mentre nella struttura interna si è ballato e c’era un complesso che suonava dal vivo». La «Cdp band!», come si evince dallo striscione immortalato nelle foto qui sopra. Oltre al personale di Cdp erano stati invitati anche alcuni dipendenti della Sace, società collegata alla Cassa depositi e prestiti. Ma non è tutto, perché al party era stato ricavato anche un posto in cui farsi i selfie, con tanto di sigle della Cdp sullo sfondo, mentre i presenti venivano intrattenuti dagli addetti all’animazione. La sicurezza era garantita da vigilanza armata e non armata e le hostess, di una società che fornisce il servizio, provvedevano a indirizzare gli ospiti al buffet o nella sala dove si suonava.

Al momento è difficile risalire a quella che è la cifra spesa per il party, ma considerando il livello dello stesso si arriva sicuramente a diverse migliaia di euro. Pensare che la Cassa depositi e prestiti non naviga in buone acque. È stata la Corte dei conti, alcuni giorni fa, a emettere una sentenza poco rosea. Nella relazione sul controllo degli esercizi 2014-2015, si è infatti puntata l’attenzione sull’esposizione dei conti della cassa alla flessione dei prezzi del greggio, attraverso la partecipazione in Eni. Il negativo, nel 2015, è di 859 milioni. Insomma, altro che feste a spese dei cittadini: ci sono conti da risanare, visto che la cassa è a prevalente partecipazione pubblica e che agli italiani qualcuno dovrà pur rendere conto su quelle che sono le spese effettive della Cdp. Si dica, almeno, chi ha pagato il party e quanto è costato.

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