Fatta la legge, trovato l’inganno… e creato il business… ecco come!


Quelli col vizio delle sigarette si saranno accorti che da qualche settimana i pacchetti sono funestati da immagini terrificanti. Corpi deformati dalle malattie, occhi spenti dalla cecità, arti in cancrena, trachee perforate, denti corrosi, cadaveri attorniati da parenti disperati.

E poi, appunto, un colpo sotto la cintola: un uomo che si contorce nudo tra le lenzuola dopo un presunto fallimento sessuale per colpa di qualche tiro di troppo. Colpo bassissimo. Una galleria degli orrori. Un pugno nello stomaco di ogni tabagista. Un modo, un po’ violento, per ricordare ai fumatori le malattie che rischiano di contrarre.

Beh fatta la legge, trovato l’inganno. E creato il business.

Così, sui banconi dei tabaccai, hanno iniziato a comparire «abiti» con cui mascherare le confezioni di tabacco. Sono portapacchetti, più che portasigarette; dei cappottini, dei niqab dietro i quali nascondere l’orrore delle immagini, aggirare la legge e magari esorcizzare anche la paura. Sia chiaro: tutto rientra nella legalità, una volta acquistate, le sigarette si possono mettere dove pare e piace.

Ed è proprio in questo cono d’ombra che qualcuno ha pensato di accendere un business. I più economici costano 50 centesimi e sono di cartoncino disegnato. Si può scegliere tra varie fantasie: ci sono quelli con gli animaletti, quelli con le stampe orientali e quelli con i vestiti. C’è la felpa per chi ha uno stile sportivo, la cravatta per i più tradizionalisti e per le serate di gala persino uno smoking da dandy.

 

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