Turchia: e se il vero golpe lo avesse fatto Erdogan?


Eppure il quadro che i fatti hanno presentato lascia dubbi e perplessità che poco hanno a che fare con a dietrologia.
A cominciare dall’esiguo numero di militari che vi hanno preso parte, in una nazione di 78 milioni di abitanti, con basi Nato: solo i soldati turchi sono in totale 500mila, ai quali si aggiungono 300mila riservisti, a fronte dei 1.500 arrestati per il golpe.
Vi è poi l’insolita durata dell’azione sovversiva, poco più di quattro ore, quando un golpe richiede generalmente almeno un paio di giorni per essere portato a termine o sventato.
Si è poi parlato del blocco di internet e dei social, questi ultimi assai stigmatizzati da Erdogan, ma che in realtà hanno continuato a funzionare e sui quali è corso lo stesso messaggio del presidente: la prima cosa che viene fatta solitamente dai golpisti è chiudere ogni forma di comunicazione.

 

Alla fine i militari arrestati “colpevoli di tradimento” non sono stati molti ma sono stati destituiti 29 colonnelli e 5 generali, in alcuni sono fuggiti in Grecia e già Ankara ne chiede l’estradizione. La grossa parte dell’esercito non ha preso parte al golpe, la Marina si è dissociata da subito.
Dopo ore di spari, di palazzi del potere circondati dai carri armati, di tv e di aeroporti occupati dai militari e poi rioccupati dai sostenitori di Erdogan, il bilancio si è comunque presentato drammatico: quasi 200 i morti soprattutto tra i golpisti, i poliziotti e i militari fedeli al governo; 47 i civili rimasti sul terreno.

 

Leggi QUI anche  l’intervista all’analista geopolitico ed esperto di Kurdistan e di Turchia.

Metti Mi Piace e Seguici QUI

loading…


 

Fonte