Che sciocchezza fare i dispetti all’Egitto di Al-Sisi


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C’è un Paese che ha messo fuori legge la Fraternità Islamica, che è molto fraterna con i nostri nemici e invia dovunque predicatori di odio contro di noi. Si chiama Egitto e ha alla testa un dittatore meno simpatico di Gheddafi. Di nome fa Al Sisi e ha promosso la prima seria riforma dell’Islam ma non ha buone maniere. È alleato dei russi e con essi cerca di dare in testa dove può e come può al Califfo. Gli servono aerei da combattimento per impiegarli nel golfo della Sirte. Gli si rompono. Noi prima gli offriamo i pezzi di ricambio. Li impacchettiamo. Ci costa zero. L’Egitto usa gli F-16, noi li abbiamo dismessi, ingombravano i magazzini. In fondo Al Sisi combatte anche per noi, soprattutto per noi, visto che senza di lui non si può certo pacificare la Libia. Che facciamo? Per dispetto non glieli spediamo più. Motivo? Al Cairo è stato ammazzato un ricercatore italiano, Giuliano Regeni. È stato torturato orribilmente. Probabilmente c’è di mezzo la polizia, più probabilmente servizi segreti deviati, fazioni ostili ad Al Sisi. Il governo italiano, dinanzi a reticenze e opacità egiziane, ha già fatto il passo più forte che in diplomazia si possa fare con un alleato: ha richiamato l’ambasciatore. Ma la verità su Regeni non salta fuori. Così il Senato decide di punire l’Egitto…

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