In Italia si prepara la … Renxit


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Se in Italia la Brexit si chiama Renxit.

La parola forte di questi giorni è fuga. Fuga dall’Europa, fuga dai vecchi schemi, fuga dalla politica, fuga da Renzi. È come se ci fosse una voglia, di viscere e rabbia, di strapazzare il presente, di ridisegnare l’orizzonte con uno strappo deciso, per provare a vedere almeno uno straccio di futuro. È come quando si rimescolano le carte con la speranza che qualcosa cambi. Gli sguardi sono puntati chiaramente sulla Gran Bretagna, eppure qualcosa di atipico sta avvenendo anche in Italia. La Brexit sarebbe la grande svolta, quella che davvero fa paura e mette in crisi equilibri europei e geopolitici. Solo che quel vento sta perdendo fiato, soffocato dalla tragedia, con il sangue della laburista Jo Cox che non è affatto facile asciugare o dimenticare. Il cinismo finanziario della City londinese ha già espresso il suo verdetto: si scommette contro la Brexit. Finirà così, probabilmente. Ma questo non significa che l’Europa sia salda. Il malessere resta. Bruxelles, capitale di un’Europa ridotta a cifra, con quelle lettere Ue stampate su un vestito grigio, puzza ancora di regolamenti e burocrazia, di super Stato anonimo e pressante, di finanza e di banca. Non sarà tutta da buttare, ma di certo non scalda i cuori e soprattutto svuota lo spirito della democrazia. Renzi, in qualche modo, paga anche questo. Ed è un graffio, imprevisto, laterale, sulla sua immagine.

Il gioco dei ballottaggi ha premiato candidati che sono perlomeno scettici sull’Europa. Non ci sono solo Roma e Torino. Non c’è soltanto l’anomalia a cinque stelle con il volto rassicurante di Raggi e Appendino. C’è un voto che in tutta Italia deraglia dall’ordine europeo…..

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