Il giallo dei maxi-stipendi Acea


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Tira aria di smobilitazione nei piani alti di Acea. La multiutility capitolina, potrebbe essere la prima vittima sacrificale in caso di vittoria dei grillini nelle elezioni a sindaco della Capitale. Così parlò la candidata Raggi che, quando osò dire che una delle prime partecipate sulla quale sarebbe intervenuta era proprio l’azienda di Piazzale Ostiense, fu bersaglio di una sollevazione. Molti le addebitarono una perdita per i romani, visto che il titolo, quotato in Borsa, bruciò dopo le sue dichiarazioni, parte del valore. Eminenti politici, ma al contempo economisti della domenica, come il piddino Matteo Orfini, parlarono di un costo occulto sulle tasche dei cittadini, ignorando che i cali a Piazza Affari diventando perdite solo quando il titoli si vendono. Cosa che non sembra nelle intenzioni dei pentastellati. Un prezzo sicuro per i cittadini sarà invece la buonuscita che spetterà all’attuale ad Alberto Irace nel caso di licenziamento anticipato rispetto alla scadenza prevista il prossimo anno con l’approvazione del bilancio 2016. Secondo la ricostruzione del Fatto Quotidiano, infatti a Irace andrebbe un premio di consolazione di circa 1,3 milioni di euro. Una cifra stimata sulla base della relazione sulla remunerazione di Acea. Ma non è chiaro se il sacrificio per l’azienda si limiterà solo a questo. Sì perché sugli stipendi dei dirigenti dell’azienda romana ci potrebbe essere qualche sorpresa. Nell’ultima assemblea degli azionisti, infatti, figurava un punto all’ordine del giorno, il numero cinque, che trasferiva dall’assemblea al cda il potere, ex articolo 2389 terzo comma, di fissare i compensi degli amministratori investiti di particolari incarichi. Un punto deciso a maggioranza anche con il voto espresso dal delegato del Comune di Roma. Insomma il cda grazie a questa facoltà poteva aumentarsi lo stipendio senza chiedere il ……

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fonte Teco

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