Boldrini e Grasso in gita in Marocco con 29 membri dello staff: tutto a spese degli italiani


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Alla faccia della spending review: Grasso e Boldrini si portano in gita un vero e proprio esercito ed è subito bufera

Dal 26 al 29 maggio scorso i presidenti di Senato e Camera hanno infatti partecipato alla «Dodicesima sessione plenaria dell’Assemblea parlamentare dell’Unione per il Mediterraneo» che si è tenuta a Tangeri: uno di quei summit dove si dice che la cooperazione è bella e la guerra brutta; che è meglio promuovere il benessere piuttosto che la miseria; che occorre avere rispetto dell’ambiente piuttosto che inquinarlo; che i naufragi degli immigrati sono un dramma e non una festa eccetera eccetera. L’istituzione, che riunisce una quarantina di paesi europei e di Stati che si affacciano sul Mediterraneo, ha organizzato un vertice in Marocco; e l’Italia s’è presentata con una delegazione di ben 33 persone. Un’assurdità se si pensa che la Germania, di delegati, ne aveva 9, la Spagna 8, la Francia 2, la Grecia 6 (come Malta e Portogallo), la Croazia 4 e Cipro 2. L’intero Parlamento europeo era rappresentato da 35 persone, l’Italia da 33 inclusi Grasso e Boldrini. Nella lista ufficiale dei partecipanti compaiono soltanto due parlamentari: i senatori Antonio D’Alì (Forza Italia) e Maria Mussini (Misto). Gli altri 29 sono tutti portaborse, galoppini, aiutanti di campo, «consiglieri».

La Boldrini s’è portata appresso il portavoce, una responsabile della comunicazione, una responsabile dei media, il capo dipartimento delle relazioni internazionali, ben sette persone con la qualifica di «staff» e ben tre interpreti. Da sottolineare, poi, che chi organizza summit di questo genere già fornisce personale per tradurre gli interventi in tante lingue quante sono quelle dei Paesi rappresentati. Grasso, invece, è atterrato in Marocco con il suo «capo degli affari internazionali», con il «capo dell’organizzazione delle relazioni internazionali», con il «capo dell’ufficio protocollo», con 6 membri dello «staff» e ben quattro interpreti. Insomma, un plotone che naturalmente ha viaggiato con il volo di Stato e a spese del contribuente.

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fonte RN

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